L’evoluzione

L’evoluzione del tatuaggio siberiano

Il tatuaggio siberiano ha passato tre fasi importanti nella storia della sua evoluzione: primordiale, cristiana e criminale. Posso solo ipotizzare, basandomi sulle leggende raccontate dai vecchi, tramandate in forma orale tra le famiglie legate a questa particolare tradizione, che nella fase primordiale uno degli antichi popoli pagani che abitava a Sud dell’attuale Siberia, popolo nomade che viveva di caccia, razzie sulle vie mercantili e allevamento di cavalli, usava tatuarsi sulla pelle dei simboli, come una sorta di comunicazione. Credo che lo facessero non tanto per nascondere l’informazione agli estranei, quanto per la necessità di creare un’alternativa alla comunicazione orale, forse per semplice comodità nelle loro relazioni interne. Questo popolo ha portato nella tradizione del tatuaggio alcuni simboli antichi che si utilizzano ancora oggi e formano la moderna base significativa. Questi simboli, stranamente, si incontrano anche nelle altre diverse culture, il ché fa pensare ad un’origine ancora più antica e unica, preistorica, di molti simboli esoterici esistenti. Come chiaro esempio possiamo prendere l’immagine dell’occhio, usato con significati molto simili da quasi tutte le culture umane: gli egizi, i babilonesi, gli indiani, gli aztechi, gli inca, gli ordini religiosi cristiani, i movimenti esoterici rinascimentali e le massonerie di tutti i tipi.

Nella seconda fase della sua evoluzione, la tradizione del tatuaggio siberiano ha subìto forti cambiamenti, si può dire che in qualche modo essa era morta per risorgere nella sua nuova forma. Con l’arrivo della dipendenza politica dalle dottrine religiose, che hanno portato forti cambiamenti sociali, e di conseguenza quelli di morale, etica e cultura, i popoli pagani hanno perso la loro indipendenza e si può dire che gli uomini in generale hanno perso la prospettiva della libertà che era inizialmente basata sul caos, sacrificando l’ultima in cambio di sicurezze e ordine proposti dalle nuove forme dei governi centrali. Molti popoli si sono adeguati a queste innovazioni, andando avanti nella loro evoluzione verso una società basata sulle leggi e sulle regole che tutelavano tutti quelli che le sostenevano, altri invece continuavano a svilupparsi indipendentemente e presto le diversità tra queste realtà portarono al conflitto. Così molti popoli pagani che abitavano nel territorio dell’attuale Russia hanno dovuto accettare il battesimo nella religione cristiana, per evitare le guerre da parte dei popoli già uniti sotto questa religione. Molti però hanno portato all’interno del cristianesimo molti elementi pagani, spesso usando la nuova religione come una sorta di copertura dei loro riti antichi e primordiali.

Lo stesso è accaduto con il tatuaggio siberiano, che nel corso di molte centinaia di anni di coesistenza con la religione cristiana ne ha assorbito immagini, filosofia, morale ed etica, salvando però all’interno la propria base pagana, il filo portante che lega questa tradizione ancora oggi ai tempi antichi. In quel periodo, sempre come mi è stato trasferito dai racconti degli anziani, le persone che tramandavano la tradizione del tatuaggio siberiano imitavano i pellegrini cristiani, che per la necessità di apparire sempre poveri non potevano portare immagini sacre, come le croci o le icone, poiché questi oggetti avevano un valore e durante i viaggi indossarli poteva rappresentare un pericolo, attirando i predoni. Invece i tatuaggi erano per i pellegrini un segno non solo di povertà, ma anche di estremità della loro fede, che si rifletteva nella decisione di soffrire fisicamente per portare sulla pelle l’immagine sacra. I pellegrini erano rispettati e amati da tutti, in quanto rappresentavano una fonte ricca d’informazione e di santità della fede. Erano ospitati nelle case, per loro si aprivano le porte di tutte le città e le forze dell’ordine non si azzardavano a controllare la loro identità.

I pagani nomadi, che a quei tempi usavano derubare i ricchi mercanti e organizzare piccole razzie nelle case dei ricchi in città, agendo in piccoli gruppi si celavano mascherandosi da pellegrini, per questo motivo nei tatuaggi mischiavano i simboli pagani a quelli cristiana, nascondendo con le immagini sacre i significati conosciuti solo agli appartenenti della loro comunità. In quel periodo è nata anche una ricca cultura dei segni di riconoscimento e di comunicazione nascosta, che sono sopravissuti fino ai giorni nostri, e molti simboli sono stati acquisiti da altre culture.

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